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1973-2018: 45 anni di AIOM

L’Associazione Italiana di Oncologia Medica compie 45 anni. Oltre quattro decadi che hanno segnato enormi progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie che hanno permesso a centinaia di migliaia di pazienti di superare la neoplasia con una buona qualità di vita. Il tumore è diventato un male curabile per molte forme. Per altre, la ricerca si sta intensificando e le prospettive appaiono buone. Per celebrare questo importante traguardo della nostra società scientifica, abbiamo pensato di “leggere” gli ultimi 45 anni dell’oncologia italiana e internazionale attraverso la lente dei media laici.

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Introduzione

Sono trascorsi 45 anni dal 1973, quando, presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, un gruppo di pionieri fondava l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). Tra loro spiccavano, oltre a Gianni Bonadonna e Umberto Veronesi, alcuni dei futuri Presidenti AIOM: Mario De Lena, Emilio Bajetta, Silvio Monfardini. Difficile dire se, pure con l’entusiasmo di allora, potessero prevedere che l’AIOM e, più in generale, l’oncologia medica italiana sarebbero cresciute così tanto. Con più di 2.500 soci, oggi siamo la più numerosa, rilevante e attiva Associazione Nazionale di Oncologia Medica a livello europeo.

Questo libro vuole raccontare l’evoluzione dell’oncologia in occasione del 45esimo anno di fondazione della nostra società scientifica attraverso la lente d’ingrandimento dei media laici. Il volume offre alla storia della medicina un documento di grande valore, in cui vengono declinate le tappe di una delle più lunghe e difficili battaglie della scienza moderna. Una lotta combattuta allo stesso modo e con la medesima partecipazione nei laboratori di ricerca, nei reparti di degenza e in ognuna delle case toccate da questa che non è mai stata una malattia come le altre, ma “la Malattia”, nemmeno da nominare, se non sottovoce o con qualche perifrasi: una sorta di anticamera certa della morte, sinonimo di grande dolore e sofferenza. Il libro (e questa è l’ulteriore nota di merito) ripercorre con equilibrio questo connubio indissolubile tra aspetti scientifici, sociali ed emozionali del ‘grande male’, raccontando – e ricordandoci – le tante ipotesi che si sono susseguite sull’origine dei tumori, le conquiste, le vittorie, le false illusioni, le piccole e grandi storie quotidiane che hanno caratterizzato questi 45 anni. Dal 1973, l’oncologia medica ha compiuto enormi progressi e l’Italia è ai vertici mondiali nella ricerca e nella cura di tutte le neoplasie.

Oggi il cancro non è più incurabile. Per effetto dei progressi nel campo della diagnosi precoce, dell’aumento dei nuovi casi, della diminuzione della mortalità e del prolungamento della sopravvivenza, abbiamo assistito a un incremento costante dei pazienti con storia di cancro in Italia: erano meno di un milione e mezzo all’inizio degli anni Novanta, due milioni e mezzo nel 2012, circa tre milioni e 400mila nel 2018. Il 60% delle persone colpite dalla malattia è vivo a 5 anni dalla diagnosi.

Il progresso della ricerca contro i tumori durante questi ultimi 45 anni, è stato incredibile e si sta muovendo oggi con ancor maggiore celerità. Quarantacinque anni fa non sapevamo praticamente nulla della base molecolare dei tumori. I ricercatori hanno scoperto che il cancro è causato da alterazioni genetiche somatiche che si verificano durante la nostra vita. L’identificazione di queste alterazioni ha permesso lo sviluppo di nuovi farmaci mirati, a cui le cellule tumorali sono molto sensibili. In altre parole, queste cellule sono dipendenti, per la loro crescita e sopravvivenza, da tali alterazioni.

Il cancro sta diventando sempre più una malattia cronica grazie ad armi efficaci come le terapie mirate e l’immunoterapia che si aggiungono a chirurgia, chemioterapia, ormonoterapia e radioterapia. Evidenti i risultati raggiunti in alcune delle neoplasie più frequenti: la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 91% nel tumore della prostata, l’87% nel seno, il 79% nella vescica e il 65% nel colon-retto. Il ruolo fondamentale dell’immunoterapia è testimoniato dal Premio Nobel per la Medicina assegnato quest’anno a due ricercatori per i loro studi sui meccanismi con cui le cellule del sistema immunitario attaccano quelle tumorali.

Questi passi in avanti vanno a grande merito di tutti gli oncologi, sia di quelli che compaiono in questo libro, sia dei tanti che non hanno avuto l’onore delle cronache ma che hanno contribuito con il loro lavoro nei reparti a raggiungere questi straordinari risultati. Ed è una dimostrazione di come l’AIOM in tutti questi anni abbia contribuito, come società scientifica dell’oncologia medica, a favorire questi progressi, diventando un punto di riferimento non solo per i medici, ma anche per i pazienti. Senza la nostra Associazione, i rilevanti progressi di cui si è parlato ben difficilmente avrebbero potuto tradursi in un miglioramento degli standard assistenziali e, probabilmente, si sarebbero confusi nel mare delle mille illusioni che hanno caratterizzato questi decenni.

In 45 anni di storia, l’AIOM ha scelto 19 presidenti e 22 Direttivi nazionali. I provvedimenti approvati negli ultimi anni, come le Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita (legge 8 marzo 2017, n. 24), ci fanno entrare in una nuova fase della vita della società scientifica. La produzione di Linee Guida normativamente riconosciute e la formazione continua dei soci rappresentano i due obiettivi strategici di AIOM nei prossimi anni.

Stefania Gori

Presidente nazionale AIOM
(Associazione Italiana di Oncologia Medica)