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Invito del Presidente AIOM

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CARI SOCI,

Sarà il primo congresso nazionale del secondo mezzo secolo della nostra associazione. Un nuovo inizio, quindi, con le stesse speranze e la stessa determinazione che ispiravano i fondatori di AIOM, nell’ormai lontano 1973. Ma è un inizio fortunato e facilitato perché, oggi, AIOM ha le spalle forti grazie al lavoro di chi ci ha preceduto.

Anche nel 2024 proveremo a squarciare la tela che ci nasconde il futuro, come in un quadro di Lucio Fontana, e guarderemo con fiducia ed ottimismo ai progressi della diagnostica e della terapia che stanno progressivamente cambiando in meglio il volto della nostra disciplina. Dalla capacità di sondare l’infinitamente piccolo per individuare con sempre maggiore precisione le terapie migliori per chi si ammala, alla maturazione della ricerca farmacologica che sembra in grado di portare a sintesi le rivoluzioni terapeutiche dei decenni scorsi (radioterapia, chemioterapia, ormonoterapia, farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapia) producendo nuovi farmaci che, speriamo, faranno sempre più male al cancro e sempre meno male ai pazienti.

Ma, per quanto apprezzi tutto questo, nel momento in cui scrivo questo invito non posso ignorare come e quanto
l’efficienza dei percorsi di diagnosi e cura per chi si ammala di cancro nel nostro Paese sia anche legata a fattori esterni ad AIOM, nazionali e internazionali, sui quali dobbiamo mantenere gli occhi aperti. Anche quando sembra che si tratti di materie che vanno oltre la nostra professione medica. Sappiamo tutti che il progresso perde buona parte della sua bellezza se non arriva ai pazienti che ne hanno bisogno. Anzi, assume le sembianze sgradevoli delle occasioni sprecate, dei diritti raccontati ma non a tutti garantiti. Sono convinto (e spero molti di voi lo siano con me) che il Servizio Sanitario Nazionale Italiano sia tra i migliori del mondo, ma credo con altrettanta fermezza che abbia bisogno di manutenzione e di essere difeso.

Di queste bellezze e di queste necessarie attenzioni parleremo insieme a Roma nel 2024. Con i giovani oncologi che ormai rappresentano la maggioranza dei nostri soci, con gli infermieri che condividono quotidianamente il nostro lavoro, con le associazioni di pazienti che ci aiutano a tenere dritta la barra della nostra missione e con tutti coloro che danno un insostituibile contributo alle nostre ricerche.
Mi auguro quindi di vedervi nuovamente nel 2024, come sempre numerosi e motivati.

Arrivederci a Roma!

Francesco Perrone