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AIOM, AL VIA IL XXVII CONGRESSO NAZIONALE

Previsti oltre 3.000 iscritti e 200 relatori. Il Presidente Francesco Perrone: “Hanno volato alto i Padri che hanno scritto l’articolo 32 della Costituzione”

Inizia oggi il XXVII Congresso Nazionale dell’AIOM che quest’anno ha come titolo “Articolo 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività […]”. Ecco alcuni numeri per descrivere l’appuntamento più importante dell’oncologia italiana:Inizia oggi il XXVII Congresso Nazionale dell’AIOM che quest’anno ha come titolo “Articolo 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività […]”. Ecco alcuni numeri per descrivere l’appuntamento più importante dell’oncologia italiana:

  • 3.000 iscritti
  • 200 relatori
  • 10 sessioni educazionali
  • 33 simposi
  • 6 sessioni speciali
  • 7 sessioni istituzionali
  • 4 incontri con gli esperti

Sei sale, più l’Auditorium, ospitano tutti questi eventi di approfondimento e dialogo. Sono inoltre previste quattro conferenze stampa ed è attiva AIOM TV, la televisione web della Società Scientifica dove sono disponibili gli eventi digitali (anche durante questi tre giorni). Oltre che sulla APP ufficiale del Congresso, sui profili social ufficiali di AIOM (Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn) è possibile seguire gli aggiornamenti relativi all’evento. 
Nell'edizione di quest’anno si svolgono anche le elezioni per il rinnovo degli organismi istituzionali nazionali e regionali. E’ possibile esercitare il diritto di voto sia on line (cliccando a questo link) che dalle postazioni predisposte in sede congressuale tramite la piattaforma dedicata. E’ possibile votare fino alle 18.30 di sabato 8 novembre 2025. 
“Hanno volato alto i Padri che hanno scritto l’articolo 32 della Costituzione - sottolinea Francesco Perrone, Presidente AIOM -. Lette oggi, le prime due parole – ‘La Repubblica’ – ci ricordano che il confine del nostro operare è l’Italia tutta e dovrebbero farci riflettere sul fatto che la frammentazione regionale altro non è che uno strumento, utile se – e solo se – contribuisce all’interesse più ampio di tutti i cittadini. E le parole che seguono – ‘tutela la salute’ – ci invitano a non limitarci a curare le malattie, incluso il cancro, ma a tutelare il benessere delle persone. È una differenza non piccola. Se limitassimo il nostro sguardo e il nostro operato alla cura delle malattie, incluso – ancora una volta – il cancro, dimenticheremmo la prevenzione, l’ambiente, l’educazione socio-sanitaria. In altri termini, se ci dedicassimo solo a contrastare le malattie ne perderemmo di vista le cause e ridurremmo la nostra capacità di tutelare la salute e il benessere, danneggiando nei fatti le generazioni future”. “Trovare l’equilibrio non è facile – continua il Presidente Perrone - e bisogna riconoscere che esiste un doppio binario: l’interesse del singolo paziente (l’individuo che si ammala) e l’interesse della collettività (prevalentemente composta da chi ammalato non è). Ma, mai come in questo caso, dovremmo ricordare che un treno viaggia sicuro solo su due binari paralleli; e che se uno dei due binari si rompe, il treno deraglia, e nessuno arriva a destinazione. Certo la complessità è alta, e mette i brividi. L’aspirazione del Servizio Sanitario Nazionale di garantire a tutti la tutela della salute è una sfida che fa tremare i polsi. Garantire a tutti. Anche agli ‘indigenti’ che – come accade in altre parti del mondo - non sarebbero in grado di farcela con i soli mezzi propri. È una aspirazione che vola alto, ma che a molti sembra sempre più ardua”.
“E allora è giusto chiederci: come stiamo reagendo alla sfida della complessità? Per lo più ricorrendo alla strategia della semplificazione, come si fa spesso di fronte ai problemi molto complessi. È comprensibile - afferma Francesco Perrone -. La semplificazione aiuta, ridefinisce gli obiettivi, portando in primo piano quelli più facilmente raggiungibili. Così oltre vent’anni fa abbiamo spostato l’attenzione dal Servizio Sanitario Nazionale ai più piccoli Servizi Sanitari Regionali. Così in tempi più recenti qualcuno tende a spostare l’attenzione dalle reti oncologiche regionali (in cui si indicano i percorsi per curare chi si ammala di qualunque tipo di cancro) alle più semplici reti dedicate a specifici tipi di cancro, identificati sulla base della sede anatomica più che sulle caratteristiche biologiche del cancro. Pragmaticamente, può funzionare. Ma, a piccoli obiettivi, nel migliore dei casi, corrispondono piccole vittorie”.
“Il rischio forte, che non va ignorato per non vanificare il mandato Costituzionale, è che si perda di vista il quadro generale, si scomponga e si parcellizzi il contesto sempre di più – conclude il Presidente Perrone -. È un rischio sul quale bisogna lanciare l’allarme, perché l’altra faccia della medaglia della parcellizzazione è la generazione di nuove disequità, in un contesto in cui, al contrario, vorremmo ridurre quelle già esistenti. Un equilibrio sicuramente difficile, quello tra il particolare e il generale, in cui si generano conflitti, si corre il rischio di discriminare i cittadini più deboli, e ridurre l’efficienza con cui accogliamo e rendiamo disponibile a chi ne ha bisogno il progresso diagnostico e terapeutico. Di questo e tanto altro parleremo a Roma, nel corso del 27° Congresso Nazionale di AIOM, la casa comune dell’oncologia. Con la speranza, che il richiamo all’articolo 32 della Costituzione che ci guarderà dalle pareti e dagli schermi, guidi la passione degli Oncologi italiani e delle Istituzioni, nel prendersi cura di ogni singolo paziente e nel tener dritta la barra del timone nell’interesse della collettività”.

 

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