ServiziMenu principaleHome
Home > VIRTUAL EDITION 2021 > Newsletter congressuali > Dailynews - 22 ottobre > LE ULTIME NOVITA’ SUL TUMORE DEL SENO

LE ULTIME NOVITA’ SUL TUMORE DEL SENO

OGGI LA SESSIONE EDUCAZIONALE DEDICATA ALLA NEOPLASIA MAMMARIA

Stamattina Michelino De Laurentis e da Alessandra Gennari hanno aperto i lavori della sessione educazionale dedicata al carcinoma mammario. Il primo intervento è stato di Giuseppe Viale che ha esposto una lettura illustrativa relativa ai requisiti minimi di un referto istologico di tumore della mammella. Nell’epoca moderna, la caratterizzazione istologica della neoplasia della mammella non si può basare soltanto sui criteri diagnostici e prognostici convenzionali, ma richiede anche la valutazione di marcatori di nuova generazione quale PDL1 e TILs. La conoscenza di questi elementi è mandatoria per rispondere alle esigenze del clinico che, ad oggi, dispone di diverse armi terapeutiche per il trattamento del carcinoma mammario. La sessione è poi proseguita con una relazione tenuta Luca Malorni sul ruolo della biopsia liquida. Numerosi studi hanno dimostrato una possibile utilità clinica nelle pazienti affette da tumore della mammella, sia nell’identificazione di biomarcatori predittivi di risposta o resistenza al trattamento, sia come monitoraggio quantitativo del ctDNA durante il trattamento stesso. L’analisi molecolare in biopsia liquida di geni frequentemente mutati nel tumore della mammella tra cui PIK3CA o ESR1 è stata correlata alla risposta e/o alla resistenza a farmaci, come ad esempio alpelisib e gli inibitori dell’aromatasi, correntemente utilizzati per il trattamento del carcinoma mammario metastatico. Pertanto, i nuovi approcci tecnologici come la biopsia liquida potrebbero trovare nel prossimo futuro una applicabilità nella pratica clinica nel monitorare l’evoluzione molecolare della neoplasia.

Nella seconda metà della sessione sono stati quindi trattati temi di più stretta pertinenza clinica. In particolare, Fabio Puglisi ha illustrato il ruolo della terapia adiuvante nel carcinoma mammario operabile. Infatti, anche in questo campo si stanno aprendo nuovi scenari alla luce dei nuovi dati relativi all’applicabilità dei test genomici ai fini di ottimizzare l’utilizzo della chemioterapia adiuvante. Inoltre, anche in questo ambito, la disponibilità di nuovi farmaci potrebbe in un prossimo futuro modificare la pratica clinica. A seguire Laura Biganzoli ha delineato le principali sfide del trattamento adiuvante nelle pazienti anziane. Questo sottogruppo di donne, sempre più rappresentato nella pratica clinica odierna, richiede infatti una particolare attenzione ed expertise ai fini di evitare il rischio di sottotrattamento, mantenendo allo stesso tempo una personalizzazione delle cure che tenga conto anche dell’eterogeneità della popolazione anziana in termini di comorbidità e Performance Status. Ha chiuso la sessione Pierfranco Conte con la sua lettura sulla gestione della malattia oligometastatica nel paziente con carcinoma mammario. Circa l’1-10% dei carcinomi mammari metastasi può presentarsi come malattia oligometastatica, ossia con un numero limitato di metastasi; la gestione clinica di queste pazienti rappresenta un’importante sfida, sia per la necessità di un approccio multidisciplinare integrando eventuali trattamenti locoregionali, sia per il limitato numero di evidenze scientifiche ad oggi disponibile in questo ambito.

Gaia Griguolo
Stefania Stucci