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Oggi il Presidential Address nella cerimonia inaugurale

AIOM, AL VIA IL XXIII CONGRESSO NAZIONALE
“PIÙ FORTE IL LEGAME COL TERRITORIO NEL POST-COVID”

Il presidente Giordano Beretta: “Non va dimenticata le ‘lezione’ della pandemia. Centrale il ruolo delle reti oncologiche”

Un bilancio di fine mandato nel Presidential Address del Presidente AIOM, Giordano Beretta, oggi nella cerimonia inaugurale del XXIII Congresso Nazionale della società scientifica, che si svolge in forma virtuale. Molti i progetti realizzati, anche se, inevitabilmente, diverse attività sono state bloccate o posticipate per la pandemia. “L’emergenza sanitaria ha avuto un impatto devastante sull’assistenza sanitaria – ha spiegato il Presidente AIOM-. La pandemia ha costretto a interrompere gli screening, a rinviare gli interventi non urgenti, è stata sospesa quasi tutta la diagnostica strumentale e i follow up sono stati svolti via telefono o mail. Non solo. In Italia è stato rinviato circa il 40% degli interventi chirurgici oncologici. Non c’erano posti letto. Non c’erano ambulanze. E, in base ai dati della Società Italiana di Cardiologia (SIC), vi è stata una riduzione del 50% dei ricoveri nelle unità di terapia intensiva coronarica ed è triplicata la mortalità per infarto miocardico”.

Le attività realizzate da AIOM durante la pandemia sono riassunte in un articolo comparso su ESMO Open, la rivista della Società Europea di Oncologia Medica, che riporta il sunto dei documenti prodotti. “ESMO Open ha pubblicato le iniziative e le raccomandazioni che AIOM ha elaborato dall’inizio della pandemia – ha affermato Giordano Beretta -. È un documento importante per la comunità oncologica del nostro Paese perché descrive lo sforzo che l’intero Direttivo, la Giunta e l’apparato amministrativo di AIOM hanno compiuto per supportare i pazienti, gli operatori sanitari e le istituzioni regionali e nazionali sin dal 9 marzo 2020. Nel fare fronte comune a questa crisi di sistema, AIOM ha avuto accanto sin dal 13 marzo 2020 il COMU e il CIPOMO: a firma congiunta sono state elaborate, pur in assenza di evidenze della letteratura, le prime Raccomandazioni per la gestione dei pazienti oncologici”. E la società scientifica ha continuato a produrre documenti a beneficio dei pazienti e delle Istituzioni. A novembre 2020 c’è stato l’aggiornamento delle Raccomandazioni con le indicazioni sulla necessità della separazione degli organici, sulle procedure di accesso ai Day Hospital per pazienti e caregiver, sull’attività ambulatoriale in presenza o a distanza, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione, sui tamponi al personale e ai pazienti, sulla vaccinazione antinfluenzale e sulla gestione dei pazienti oncologici positivi al Covid.

“Sono state aggiornate anche le Raccomandazioni sulla vaccinazione antinfluenzale – ha spiegato Giordano Beretta -. L’immunizzazione è raccomandata nelle persone colpite da cancro, anche durante l’immunoterapia, ed è importante anche per i caregiver. Ricordiamo inoltre il Documento AIOM-CIPOMO-COMU per la vaccinazione anti covid nei pazienti oncologici. Abbiamo evidenziato le priorità: in prima fascia i pazienti in trattamento immunosoppressivo, successivamente quelli in trattamento con altri farmaci, infine coloro che sono in follow up. Abbiamo ribadito che è necessaria la registrazione dei dati per valutare l’efficacia del vaccino anti covid nei diversi setting (adiuvante, neoadiuvante, malattia metastatica, tipologia di trattamento), oltre all’interazione con i farmaci antineoplastici”.  Importante il ruolo della telemedicina, che si è affermata durante la pandemia come risorsa nella gestione del paziente. “AIOM ha patrocinato un progetto per la stesura di un documento finalizzato a individuare un quadro di soluzioni, sia organizzative che tecnologiche, che consenta di interagire con persone affette da patologie oncologiche e fragili, mediante modalità telematiche – ha spiegato il Presidente -. Il manuale è stato sviluppato a partire dalle pratiche adottate dall’Ospedale Santo Stefano di Prato e dall’Ospedale di San Severo ​ASL di Foggia”.

“Quale lezione ci lascia l’emergenza sanitaria?”, si è chiesto il Presidente AIOM. “Abbiamo capito che la tecnologia digitale, se ben organizzata, può supportare l’attività in presenza, senza però sostituirla del tutto, riducendo gli accessi dei pazienti e i loro problemi di spostamento – ha sottolineato -. Vi sono trattamenti, come le terapie orali e sottocutanee, che possono essere, almeno in parte, gestiti a domicilio con grande vantaggio per i malati. Abbiamo imparato che l’attività sanitaria deve essere svolta a tutto tondo con un legame tra ospedale e territorio, con il potenziamento della medicina territoriale e la necessità degli infermieri di prossimità”. Centrale il ruolo delle reti oncologiche. Nell’ultimo anno AIOM ha realizzato un progetto per istituire tavoli di confronto con gli Assessorati regionali proprio per sollecitare l’uniforme realizzazione di questi network. “Finora abbiamo incontrato 14 regioni e il dialogo è stato molto costruttivo – ha spiegato il Presidente -. Fra i temi discussi, la ripartenza degli screening, l’attivazione e l’ottimizzazione delle reti oncologiche, il collegamento con la medicina del territorio, l’accesso in modo uniforme ai test genomici che consentono in alcune pazienti colpite da tumore della mammella di evitare la chemioterapia e l’istituzione dei molecular tumor board”.

La produzione e l’aggiornamento delle Linee guida sono il fulcro dell’attività di AIOM. “Questi documenti devono essere indipendenti da qualunque condizionamento esterno – ha spiegato il Presidente Beretta -. È indispensabile il ruolo dei metodologi accanto a quello dei coordinatori, segretari, estensori e revisori. AIOM deve, nel medio periodo, diventare il più possibile indipendente e autonoma in ambito metodologico”.

Il Presidente ha poi ricordato le Raccomandazioni e Position Paper prodotti dalla società scientifica nell’ultimo anno, tra cui le “Raccomandazioni per l’implementazione dell’analisi mutazionale BRCA nei pazienti con carcinoma della prostata metastatico”, i “Test di analisi dei profili di espressione genica nel carcinoma della mammella”, e le “Raccomandazioni per l’implementazione del test BRCA predittivo e preventivo nei tumori della mammella, dell’ovaio, del pancreas e della prostata”.

“AIOM ritiene inoltre che le terapie di supporto siano un aspetto fondamentale e non eludibile della specialità – ha spiegato –. Questo presupposto si è tradotto in una serie di iniziative (istituzione del Working Group ‘Continuità di Cura’, corsi residenziali, position paper cc.) finalizzate a sensibilizzare e formare gli oncologi sulle terapie di supporto e sull’integrazione fra queste e le terapie ‘disease-oriented’”.

Particolarmente rilevante è stata, un anno fa, anche la nascita di FOCE (ConFederazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi), attorno a cui si sono riuniti esperti di malattie croniche che, nella loro totalità, rappresentano oltre 11 milioni di italiani. In sinergia con le Istituzioni, FOCE ha lavorato alla stesura di linee guida e protocolli operativi nella gestione dei pazienti fragili. Lo scorso aprile FOCE ha elaborato il Documento “Stato della gestione delle patologie oncoematologiche e cardiologiche durante la pandemia in Italia”. E dall’esperienza della Federazione, a settembre, è nato il “Forum permanente delle Società Scientifiche sul Sistema Sanitario Nazionale nel post pandemia”.

Il presidente ha poi ricordato i numeri del sito AIOM (aiom.it), in costante crescita: nei primi nove mesi del 2021 le visite sono state 525.597, i visitatori unici 360.900 e le visualizzazioni di pagina 902.648. L’attività on line dell’associazione si è estesa ai profili social Facebook e Twitter (dal 2015), Instagram e Youtube (dal 2018). Nel 2020 è nata AIOM TV, oltre 90 i contenuti video disponibili tra conferenze stampa e webinar tematici. Non è stata dimenticata inoltre la necessità di rispondere al bisogno di informazioni e aggiornamento degli oncologi medici. È nata, a maggio 2020, “AIOM news Speciale COVID-19”, newsletter settimanale di approfondimento su tumori e coronavirus, inviata ogni giovedì a pazienti, Associazioni, medici, cittadini, giornalisti, rappresentanti delle Istituzioni e Soci AIOM.

Infine continua l’impegno di AIOM nella raccolta e analisi dei dati epidemiologici. Il libro “I numeri del cancro in Italia 2021”, è stato presentato il 20 ottobre all’Istituto Superiore di Sanità, con l’intervento del Presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro. “Questo volume 2021 è nato nel corso di una pandemia dagli effetti devastanti, con inevitabili rimodulazioni anche del progetto editoriale – ha spiegato il Presidente AIOM -. Nonostante le grandi difficoltà create dalla pandemia, il Gruppo di Lavoro ha comunque deciso di procedere alla preparazione e pubblicazione di questa undicesima edizione, che torna, di necessità, ad essere comune tra professionisti e pazienti. In Italia, come nel resto del mondo, la pandemia ha introdotto variabili epidemiologiche nuove e ancora indefinite. I metodi statistici utilizzati in periodo pre-pandemico avrebbero prodotto stime inadeguate del numero dei tumori attesi nel 2021. In primis, non è stato possibile stimare il numero di neoplasie che saranno diagnosticate nel 2021 per l’inadeguatezza dei modelli statistici a gestire le numerose incertezze determinate proprio dall’avvento della pandemia. Inoltre, solo una parte dei registri tumori italiani ha fornito dati per questa edizione, a causa della riorganizzazione della rete nazionale dei registri tumori. D’altro canto, SIAPEC, ONS, PASSI e PASSI d’Argento hanno potuto contribuire con dati aggiornati”. “Un volume dei ‘Numeri del Cancro’ senza dati di incidenza potrebbe sembrare poco utile – ha concluso Giordano Beretta -. Ma fornire numeri particolarmente imprecisi avrebbe comportato confusione e incertezza nel fruitore dei dati stessi, analogamente a quanto avvenuto nell’ambito della comunicazione legata ai numeri della pandemia. Abbiamo quindi deciso che i dati di incidenza, riportati solo nei capitoli per sede di malattia, restassero invariati rispetto al 2020 e non abbiamo riportato dati di incidenza globale ma abbiamo cercato di migliorare ciò che si poteva ottenere da dati più consolidati. Ci siamo quindi concentrati sulla rivalutazione dei dati di sopravvivenza e mortalità. Negli ultimi sei anni, si è osservato un calo complessivo della mortalità per cancro del 10% negli uomini e dell’8% nelle donne. L’alto livello dell’assistenza oncologica in Italia è evidenziato dalle percentuali di sopravvivenza a 5 anni, che migliorano per tutte le neoplasie attestandosi al 59% negli uomini ed al 65% nelle donne (rispetto al 54% e 63% della rilevazione precedente aggiornata al 2015). In sette sedi negli uomini ed in otto nelle donne le sopravvivenze si attestano su valori molto elevati, fino al 96,2% dei carcinomi tiroidei nelle donne e al 93,2% nel testicolo”.