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CHIARA CREMOLINI VINCE LA “LETTURA VENTURINI”

IL PREMIO È ASSEGNATO A UNO SPECIALISTA UNDER 40

La lettura Venturini, riconoscimento dedicato agli autori italiani di età inferiore a 40 anni che abbiano pubblicato come primo o ultimo nome o come "corresponding author" un lavoro di rilievo in ambito oncologico, è stata assegnata quest’anno a Chiara Cremolini, Professoressa Associata di Oncologia Medica dell’Università di Pisa. Il premio è stato vinto per la pubblicazione su Lancet Oncology dei risultati dello studio TRIBE2, trial multicentrico promosso dal Gruppo Oncologico del Nord Ovest (GONO) e condotto in 58 centri su tutto il territorio nazionale.

Pazienti con carcinoma colorettale metastatico non precedentemente trattati sono stati randomizzati a ricevere un trattamento intensificato (la tripletta FOLFOXIRI) + bevacizumab seguito dopo la progressione dalla reintroduzione dei medesimi farmaci, oppure FOLFOX seguito dopo la progressione da FOLFIRI, sempre in combinazione a bevacizumab. Lo studio, disegnato con l’obiettivo di fugare i dubbi della comunità scientifica relativi alla effettiva superiorità di FOLFOXIRI rispetto alla sequenza di doppiette convenzionali e alla fattibilità dei trattamenti dopo la progressione a FOLFOXIRI, ha raggiunto il suo endpoint primario, confermando l’efficacia di FOLFOXIRI come opzione di prima linea in pazienti con carcinoma colorettale metastatico selezionati come da criteri di inclusione dello studio (< 70 anni con ECOG PS 0-2, oppure 71-75 anni con ECOG PS 0, non precedente trattamento adiuvante a base di oxaliplatino). Grazie alla vasta mole di informazioni raccolte nell’ambito dello studio è stato possibile rispondere ad ulteriori quesiti relativi all’utilizzo di FOLFOXIRI/bevacizumab nella pratica clinica, tra cui le peculiarità della tossicità da questo regime nei soggetti più anziani, la rilevanza clinica della tossicità ematologica, l’efficacia nella malattia oligometastatica, il significato, minore rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, nei pazienti con malattia BRAF mutata. Le analisi traslazionali hanno permesso di concentrarsi sull’effettiva frequenza delle alterazioni molecolari attualmente targettabili nel carcinoma colorettale metastatico, sul ruolo delle firme di espressione genica e sulla caratterizzazione del sottogruppo di tumori con deficit del sistema di ricombinazione omologa.

Chiara Cremolini ha sottolineato il fondamentale apporto dei suoi collaboratori nella conduzione dell’esperienza di ricerca dello studio TRIBE2, l’importante contributo della ricerca indipendente italiana al miglioramento delle prospettive dei pazienti affetti da carcinoma colorettale metastatico reso possibile dall’entusiasmo con cui tanti sperimentatori hanno partecipato allo studio, e l’indispensabile impegno degli study coordinator nella ricerca clinica.