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Home > VIRTUAL MEETING > Newsletter congressuali > Daily News Numero 2 – 31 ottobre 2020 > LE ULTIME NOVITA’ SUI TUMORI GENITOURINARI

LE ULTIME NOVITA’ SUI TUMORI GENITOURINARI

In mattinata la sessione educazionale dedicata alle neoplasie urologiche

La Sessione Educazionale dei tumori del tratto genitourinario si è svolta stamattina ed è stata moderata da Ugo De Giorgi e Teodoro Sava.

Si è aperta con gli incoraggianti dati di sopravvivenza a cinque anni della neoplasia del testicolo mostrati da Giovanni Rosti. Il relatore si è soffermato sulle grandi potenzialità di nuovi marker tumorali in termini di maggiore efficacia rispetto a quelli attualmente in uso. Si è poi proseguito con gli “hot topics” relativi al trattamento di questa patologia e le correlate tossicità a lungo termine individuate da un follow-up “demedicalizzato” che diventa sempre più duraturo. Il relatore ha terminato sottolineando l’importanza, nel primo stadio clinico, di un approccio multidisciplinare che vede al centro il paziente nella decisione del percorso terapeutico. L’attenzione si è poi spostata sulle più importanti novità della patologia prostatica con i relativi aggiornamenti delle linee guida nazionali. Il compito è spettato a Elisa Zanardi che ha illustrato le modifiche più rilevanti sulla pratica clinica in tre scenari diversi: malattia localizzata nell’ambito dei trattamenti multimodali, malattia resistente alla castrazione sia M0 che metastatica.  La sessione si quindi conclusa con un focus sul trattamento del tumore primitivo prostatico oligometastatico. Trattare oppure no? Ad aprire il dibattito è stato compito di Daniele Santini che si è espresso a favore di un trattamento sul tumore primitivo nel paziente M1 ormono sensibile de novo riportando diversi dati della letteratura. E’ meno certo sul trattamento del tumore primitivo M0 resistente alla castrazione per l’esiguità dei dati a favore. Nel paziente M1 metastatico a suo avviso può valere la pena in alcuni casi intervenire sul primitivo. Orazio Caffo ha controbattuto sostenendo che solo pochi casi, selezionati da un team multidisciplinare, possono beneficiare di un trattamento sul tumore primitivo nel paziente oligometastatico. Sono necessari studi prospettici per far luce sul ruolo dei trattamenti locali che superino alcuni i limiti delle attuali evidenze cliniche quali ad esempio la definizione stessa di malattia oligometastatica.

La seconda sessione, moderata da Cinzia Ortega e Marcello Tucci ha avuto al centro le neoplasie del rene e dell’urotelio. La sessione si è aperta con la relazione di Sergio Bracarda che ha fornito  un aggiornamento sulle Linee Guida AIOM e sulle principali novità 2020 nel trattamento dei tumori uroteliali. E’ stata poi la volta di Giuseppe Procopio che ha fatto il punto sulle novità nell’ambito del carcinoma renale, che derivano prevalentemente dagli studi di associazione in prima linea, ovvero le combinazioni di farmaci antiangiogenici ed immunoterapici o di due immunoterapici. Giuseppe Procopio ha mostrato, quindi, gli aggiornamenti contenuti nell’ultima edizione delle Linee Guida sul tumore renale e focalizza l’attenzione sulla potenziale complessità nella scelta dell’algoritmo terapeutico, dato il crescente numero di opzioni terapeutiche disponibili e la scarsa confrontabilità degli studi per l’eterogeneità delle popolazioni. La discussione si è spostata poi sul fenomeno dell’iper-progressione come potenziale risposta ai trattamenti immunoterapici. Mito o realtà? La discussione ha visto contrapposte le motivazioni fornite da Camillo Porta, sostenitore dell’iperprogressione come “mito”, e Michele Milella, sostenitore invece della “realtà” del fenomeno. Anche da quest’ultimo dibattito è emerso l’assenza di validi fattori predittivi di risposta che possano essere utili al clinico nella scelta del trattamento più adeguato. E’ necessario che la ricerca clinica e traslazionale fornisca ulteriori informazioni su queste neoplasie, affinchè si possa scegliere il miglior trattamento per il paziente, nell’ottica della oncologia di precisione.

Lorena Incorvaia
Sara Bleve