ServiziMenu principaleHome
Home > VIRTUAL MEETING > Newsletter congressuali > Daily News Numero 3 – 1 novembre 2020 > LA SFIDA DELLA TELEMEDICINA IN ONCOLOGIA

LA SFIDA DELLA TELEMEDICINA IN ONCOLOGIA

L’oncologia è una delle discipline in cui il contributo della telemedicina può essere più prezioso, non solo durante l’emergenza sanitaria, ma anche nella nuova normalità post Covid-19.  Ed è stato uno dei temi centrali della sessione speciale “Oncologia Digitale 2020”, che si è svolta ieri, moderata da Saverio Cinieri (Presidente eletto AIOM) e Eugenio Santoro (Responsabile Laboratorio di Informatica Medica Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano). Nella sessione sono intervenuti esperti “laici”, cioè non oncologi, che hanno dimostrato che l’Italia è uno dei Paesi più arretrati in Europa nella digitalizzazione, anche in medicina. “In questi mesi di pandemia, si è parlato molto di telemedicina e teleconsulti, in realtà in Italia non siamo pronti - ha spiegato Saverio Cinieri -. Manca una visione centrale e non suddivisa per aziende sanitarie delle diverse realtà territoriali. Serve che la telemedicina sia riconosciuta in tutto il Paese e che le visite non in presenza siano rimborsate. Senza questi riconoscimenti, la telemedicina resterà solo un progetto sulla carta o a livello di iniziative sporadiche di singoli Ospedali. I contatti telefonici e telematici non hanno la pretesa di sostituire le visite fisiche e l’incontro con il paziente, ma consentono di eseguire controlli intermedi e una tempestiva discussione degli esami di laboratorio e strumentali e di eventuali segni e sintomi di malattia. La telemedicina è stata svolta in modo ‘artigianale’ durante i primi mesi della pandemia, ma ha offerto un supporto importante e va senza dubbio strutturata, finanziata e incentivata, soprattutto per i pazienti in follow-up o per quelli sottoposti a terapie orali in trattamento presso il domicilio. Queste modalità di monitoraggio, però, dovrebbero prevedere piattaforme omogenee tra i vari ospedali e meccanismi amministrativi che regolino questa attività. Serve cioè una rendicontazione delle prestazioni effettuate in telemedicina”.

Giuseppe Recchia ha approfondito il ruolo delle terapie digitali in aree mediche come la psichiatria. L’Italia, ha evidenziato il dott. Recchia, escludendo alcune isole felici, è ancora in ritardo sul fronte delle terapie digitali. Enrico Maria Piras ha spiegato come vi siano app dedicate al rapporto con i pazienti in oncologia, oggi attive solo in realtà come Trento e Meldola. Nell’intervento di Sandro Pignata, il telemonitoraggio del follow up durante e dopo la pandemia. “Sono aspetti su cui stiamo lavorando anche come gruppo di lavoro in AGENAS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) – ha sottolineato Saverio Cinieri -, ma che avranno una reale forza operativa solo quando ci sarà il riconoscimento formale in tutte le Regioni. Senza l’impegnativa infatti, la televisita è priva di valore, anche da un punto di vista legale. Dobbiamo lavorare per il riconoscimento formale di questo tipo di attività”. Il tema dibattuto nella sessione ha riscosso molta attenzione, con oltre 100 utenti collegati.