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AIOM: “SUCCESSO PER IL NOSTRO CONGRESSO VIRTUALE. DIALOGO CON LE ISTITUZIONI PER TUTELARE I PAZIENTI DURANTE LA PANDEMIA”

Il bilancio del Presidente Beretta al termine di 3 giorni di lavori

Elevato il livello delle sessioni scientifiche e molti utenti collegati a quelle speciali. Tutte le relazioni saranno accessibili da domani per sei settimane

La pandemia ci ha costretto a scegliere la modalità on line per il XXII Congresso Nazionale AIOM. La piattaforma digitale ha funzionato, consentendo l’interazione fra gli utenti. I lavori si sono svolti contemporaneamente in 5 sale, inclusa quella dedicata al Congresso degli infermieri. Inizialmente, vi era la preoccupazione che la piattaforma informatica non riuscisse a reggere il grande carico di attività ed un livello adeguato di interattività. Così non è stato e lo dimostrano i numeri. In queste giornate di lavori congressuali abbiamo registrato circa 1.000 accessi quotidiani, un ottimo risultato. Inoltre da domani, tutte le relazioni saranno accessibili in differita per sei settimane: per più di un mese, tutti i soci avranno la possibilità di visualizzare le attività svolte; per AIOM la formazione resta un obiettivo fondamentale!  

Il livello delle sessioni scientifiche è stato molto elevato, al pari dei precedenti Congressi nazionali AIOM. Ho avuto modo di osservare ieri, durante la moderazione della sessione plenaria, come la chat abbia consentito agli utenti collegati di interagire in tempo reale e in modo efficace con i relatori. Le sessioni educazionali sono state molto seguite, gli incontri con l’esperto hanno avuto buoni riscontri. Le sessioni speciali, ad esempio quelle dedicate all’aderenza terapeutica, al rapporto AIOM-AIFA-AGENAS e alla comunicazione AIOM ai tempi del coronavirus, hanno registrato un numero di utenti collegati (fino a 100), che avremmo difficilmente raggiunto in un evento in presenza.

Analizzeremo nei prossimi giorni, nel dettaglio, tutti i numeri del Congresso virtuale, possiamo però già ritenerci soddisfatti. AIOM deve continuare a lavorare, anche per tutelare i pazienti oncologici nella seconda ondata della pandemia, che sta facendo sentire sempre di più la sua pressione sul sistema sanitario. Negli scorsi mesi di marzo e aprile, i pazienti oncologici sono andati incontro a difficoltà legate al rinvio di interventi chirurgici, alla difficoltà di accertamenti diagnostici, alla trasformazione di visite in contatti telefonici. Si è cercato di mantenere i trattamenti farmacologici con rimodulazioni basate sul rapporto rischio beneficio. In quel periodo, una parte dei pazienti, che avrebbe dovuto essere sottoposto a trattamenti utili, ha scelto di non recarsi nei centri per timore del contagio. L’aderenza alle terapie è fondamentale e i malati devono continuare ad andare in ospedale per curarsi, dal momento che, nella maggior parte delle realtà, sono stati creati percorsi dedicati per i pazienti oncologici, proprio per non vanificare gli importanti progressi ottenuti, grazie anche a trattamenti sempre più efficaci. Siamo preoccupati che l’aumento dei casi di Covid possa comportare il rischio di saturare i letti di degenza ordinaria e delle terapie intensive e che ciò possa nuovamente comportare disagi e difficoltà ai nostri pazienti. Il nostro obiettivo è non far perdere opportunità di cura ai pazienti, durante la gestione dell’emergenza, e rimodulare gli approcci diagnostici e terapeutici, in relazione alle diverse urgenze e necessità.

AIOM vuole collaborare con le Istituzioni per ottenere una riorganizzazione del sistema, che tuteli il paziente anche in condizioni di emergenza. Serve il mantenimento di percorsi dedicati e separati, che consentano di gestire con continuità e sicurezza la patologia oncologica, indipendentemente dalla crisi sanitaria.  E sono necessari nuovi finanziamenti per assunzione di personale medico, per creare percorsi definiti di collaborazione con la medicina territoriale e per potenziare la telemedicina, elementi indispensabili per evitare il collasso del sistema sanitario.

La riattivazione dei programmi di screening, al momento difficile per la pressione dell’emergenza, deve essere LA priorità, in tutto il territorio nazionale, non appena stabilizzato il sistema.

Nei primi 5 mesi del 2020 infatti, a causa del Covid-19, sono stati eseguiti circa un milione e quattrocentomila esami di screening in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. E nessuna Regione è stata a pieno regime nel riavvio degli screening, anche per ostacoli di carattere amministrativo, nella pausa tra le due ondate. Uno dei punti cardine dell’attività di AIOM nei prossimi mesi sarà proprio la collaborazione con le Istituzioni per dare finalmente attivazione alle Reti regionali, che sono il sistema organizzativo per gestire tutte queste problematiche.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al XXII Congresso Nazionale AIOM per l’impegno profuso, augurandomi che le sensazioni positive da me avute corrispondano al loro giudizio e che condividano la progettualità proposta.

Giordano Beretta

Presidente Nazionale AIOM