ServiziMenu principaleHome
Home > VIRTUAL MEETING > Newsletter congressuali > LE NOVITA’ NEI TRATTAMENTI DEI TUMORI DELLA MAMMELLA

LE NOVITA’ NEI TRATTAMENTI DEI TUMORI DELLA MAMMELLA

La Sessione Educazionale di oggi, dedicata ai tumori della mammella, è stata moderata da Lucia del Mastro e Nicla Laverde. Ha avuto inizio con un focus sulle novità nel trattamento locale del carcinoma mammario in fase precoce grazie alla relazione di Mario Giuliano. Dal punto di vista radioterapico, in seguito al trattamento conservativo in sede mammaria, dati interessanti vengono dagli studi che hanno confrontato tecniche di ipofrazionamento e metodica standard con evidenza di non inferiorità in termine di tassi di recidive locali. Dati interessanti anche da studi finalizzati a valutare la possibilità di omettere la dissezione linfonodale ascellare in pazienti linfonodo-sentinella positivi (studio Z0011 Alliance) conclusivi di un non peggioramento della progression-free survival rispetto al braccio di controllo. A seguire la relazione tenuta da Giuseppe Viale sulla diagnostica della malattia in fase precoce e avanzata nonchè sulle implicazioni terapeutiche. Standardizzata è la espressione del marker PDL-1 (SP142 e CPS score) nei tumori mammari triplo-negativi metastatici come predittivo all’ utilizzo terapeutico degli inibitori dei check-point immunologici (ICIs) in associazione a chemioterapia. Viene sottolineato il ruolo prognostico, non predittivo, di PDL-1 nel setting di malattia precoce.L’espressione a bassi livelli di HER2 non è da trascurare perchè potenziale bersaglio terapeutico di vaccinoterapia o terapie con antibody-drug conjugated (ADC), altrettanto utile la ricerca dei recettori androgenici nei tumori triplo-negativi e mutazione del gene PI3K, molecola target. In ultima analisi, la ricerca di mutazioni di geni di BRCA1-2 come criterio di eleggibilità all’uso terapeutico con PARP-inibitori nel setting metastatico e/o adiuvante. Di spicco, la recente correlazione tra la positività del gene di fusione NTRK e tumore mammario di tipo secretivo. Giampaolo Bianchini ha descritto in maniera puntuale e critica l’utilità dei test genomici e l’applicabilità della medicina di precisione nel trattamento del carcinoma mammario metastatico distinguendo molecole considerate realmente target. Tra queste, BRCA1/2 da testare a livello germinale in fase precoce per valutare la suscettibilità allo sviluppo di neoplasia e in fase metastatica in tutte le pazienti triplo-negative. Altro fattore è PI3k considerato esempio di complessità genomica sia per i limiti metodologici di studio sia per la non uniformità di patogenicità delle mutazioni all’interno della stessa sequenza genica. Utile testarlo in fase metastatica, non in setting precoce.

In fase conclusiva Filippo Montemurro ha fatto un excursus sulle possibilità terapeutiche di cui dispone una paziente con tumore mammario metastatico a partire dagli ICIs fino ai PARP-inibitori. Viene disegnato anche un potenziale algoritmo terapeutico per le pazienti PDL-1 positive e BRCA1/2 mutate, ipotizzando una prima linea con immunoterapia alle pazienti naive da trattamenti (visto i dati in termini di OS) e riservando gli inibitori di PARP alle linee successive, basandosi sulla efficacia di questi ultimi in termine di PFS, risposte obiettive e qualità di vita. Infine, Maria Vittoria Dieci ha riassunto i principali aggiornamenti redatti sulle nuove linee guida AIOM del tumore della mammella riguardanti l’implementazione di fattori prognostici e predittivi e sulle novità terapeutiche per il carcinoma mammario.

Stefania Stucci