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Home > VIRTUAL MEETING*2020 > Newsletter congressuali > Quaderno 1 - 16 novembre 2020 > LE NOVITA’ NEI TRATTAMENTI DEI TUMORI DELLA MAMMELLA

LE NOVITA’ NEI TRATTAMENTI DEI TUMORI DELLA MAMMELLA

<p>La Sessione Educazionale di oggi, dedicata ai tumori della mammella, &egrave; stata moderata da <strong>Lucia del Mastro</strong> e <strong>Nicla Laverde. </strong>Ha avuto inizio con un focus sulle novit&agrave; nel trattamento locale del carcinoma mammario in fase precoce grazie alla relazione di <strong>Mario Giuliano</strong>. Dal punto di vista radioterapico, in seguito al trattamento conservativo in sede mammaria, dati interessanti vengono dagli studi che hanno confrontato tecniche di ipofrazionamento e metodica standard con evidenza di non inferiorit&agrave; in termine di tassi di recidive locali. Dati interessanti anche da studi finalizzati a valutare la possibilit&agrave; di omettere la dissezione linfonodale ascellare in pazienti linfonodo-sentinella positivi (studio Z0011 Alliance) conclusivi di un non peggioramento della progression-free survival rispetto al braccio di controllo. A seguire la relazione tenuta da <strong>Giuseppe Viale</strong> sulla diagnostica della malattia in fase precoce e avanzata nonch&egrave; sulle implicazioni terapeutiche. Standardizzata &egrave; la espressione del marker PDL-1 (SP142 e CPS score) nei tumori mammari triplo-negativi metastatici come predittivo all&rsquo; utilizzo terapeutico degli inibitori dei check-point immunologici (ICIs) in associazione a chemioterapia. Viene sottolineato il ruolo prognostico, non predittivo, di PDL-1 nel setting di malattia precoce.L&rsquo;espressione a bassi livelli di HER2 non &egrave; da trascurare perch&egrave; potenziale bersaglio terapeutico di vaccinoterapia o terapie con antibody-drug conjugated (ADC), altrettanto utile la ricerca dei recettori androgenici nei tumori triplo-negativi e mutazione del gene PI3K, molecola target. In ultima analisi, la ricerca di mutazioni di geni di BRCA1-2 come criterio di eleggibilit&agrave; all&rsquo;uso terapeutico con PARP-inibitori nel setting metastatico e/o adiuvante. Di spicco, la recente correlazione tra la positivit&agrave; del gene di fusione NTRK e tumore mammario di tipo secretivo. <strong>Giampaolo Bianchini</strong> ha descritto in maniera puntuale e critica l&rsquo;utilit&agrave; dei test genomici e l&rsquo;applicabilit&agrave; della medicina di precisione nel trattamento del carcinoma mammario metastatico distinguendo molecole considerate realmente target. Tra queste, BRCA1/2 da testare a livello germinale in fase precoce per valutare la suscettibilit&agrave; allo sviluppo di neoplasia e in fase metastatica in tutte le pazienti triplo-negative. Altro fattore &egrave; PI3k considerato esempio di complessit&agrave; genomica sia per i limiti metodologici di studio sia per la non uniformit&agrave; di patogenicit&agrave; delle mutazioni all&rsquo;interno della stessa sequenza genica. Utile testarlo in fase metastatica, non in setting precoce.</p>
<p>In fase conclusiva <strong>Filippo Montemurro</strong> ha fatto un excursus sulle possibilit&agrave; terapeutiche di cui dispone una paziente con tumore mammario metastatico a partire dagli ICIs fino ai PARP-inibitori. Viene disegnato anche un potenziale algoritmo terapeutico per le pazienti PDL-1 positive e BRCA1/2 mutate, ipotizzando una prima linea con immunoterapia alle pazienti naive da trattamenti (visto i dati in termini di OS) e riservando gli inibitori di PARP alle linee successive, basandosi sulla efficacia di questi ultimi in termine di PFS, risposte obiettive e qualit&agrave; di vita. Infine, <strong>Maria Vittoria Dieci</strong> ha riassunto i principali aggiornamenti redatti sulle nuove linee guida AIOM del tumore della mammella riguardanti l&rsquo;implementazione di fattori prognostici e predittivi e sulle novit&agrave; terapeutiche per il carcinoma mammario.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Stefania Stucci</em></strong></p>
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