ServiziMenu principaleHome
Home > VIRTUAL MEETING > Newsletter congressuali > UPDATE SUI CARCINOMI DEL COLON-RETTO

UPDATE SUI CARCINOMI DEL COLON-RETTO

Stamattina la Sessione Educazionale moderata da Alfredo Falcone ed Evaristo Maiello

Stamattina la Sala Giove ha ospitato la Sessione Educazionale relativa ai tumori del colon-retto. L’evento è stato moderato da Alfredo Falcone ed Evaristo Maiello. I lavori si sono aperti con la presentazione delle versioni aggiornate delle linee guida AIOM riguardanti i tumori del colon (Marco Imperatori) e del retto/ano (Marco Messina) recentemente inserite nell’elenco delle linee guida dell’Istituto superiore di Sanità. La discussione si è quindi focalizzata sulla ottimizzazione della strategia terapeutica nella malattia metastatica. Nella sua relazione, Chiara Cremolini ha sottolineato l’importanza di selezionare l’intensità e la tipologia del trattamento di prima linea in base a valutazione clinica del paziente (fit versus unfit), sede del tumore primitivo e caratteristiche molecolari (stato mutazionale dei geni RAS e BRAF e instabilità dei microsatelliti). Come spiegato, il più importante avanzamento nella prima linea riguarda il beneficio derivante dall’utilizzo del Pembrolizumab rispetto alla chemioterapia tradizionale nei pazienti con instabilità dei microsatelliti non solo in termini di outcome clinici ma anche di tollerabilità e qualità di vita (studio KEYNOTE 177). L’introduzione dell’immunoterapia, non ancora disponibile in Italia, è destinata a modificare radicalmente l’algoritmo di trattamento in questo sottogruppo di pazienti. Interessanti novità riguardano inoltre la popolazione anziana con malattia RAS e BRAF wild-type alla luce dello studio italiano PANDA che ha evidenziato come l’utilizzo di una monoterapia con fluorouracile + panitumumab produca risultati simili alla doppietta + panitumumab a fronte di un migliore profilo di tossicità. Passi avanti della medicina di precisione sono sempre più evidenti anche nelle linee successive di terapia, come sottolineato da Lisa Salvatore, grazie alla crescente disponibilità di nuovi farmaci a bersaglio molecolare. L’utilizzo della combinazione enorafenib + cetuximab è già possibile in uso compassionevole per i pazienti con mutazione BRAF V600E in II e III linea sulla scorta dei risultati dello studio BEACON. Tra le opzioni più promettenti in studio sono inoltre da segnalare l’utilizzo di deruxtecan nei tumori HER2 positivi (studio DESTINY-CRC01) e il rechallenge con Cetuximan in combinazione con immunoterapia (Avelumab) nei pazienti RAS WT e MSS pretrattati con anti-EGFR (studio CAVE).

Ricco di spunti di riflessione è risultato il dibattito tra due relatori con punti di vista contrapposti che ha riguardato l’accesso ai trial clinici come migliore opzione di trattamento dei pazienti. Sara Lonardi ha approfondito le ricadute positive dell’adesione alle sperimentazioni cliniche sia sui singoli pazienti (es. precoce accesso a farmaci potenzialmente attivi o già dimostrati tali) che su oncologi e strutture sanitarie nell’ottica di un incremento dell’attrattività, del volume dei pazienti e del risparmio economico per il SSN. A Carlo Aschele è spettato invece l’insidioso compito di individuare le possibili limitazioni a considerare il trial clinico come migliore opzione terapeutica. Come da lui sottolineato, lo scarso supporto fornito dalle linee guida, il limitato impatto sulla sopravvivenza di alcuni studi e il cosiddetto “ceiling effect” (difficoltà nel dimostrare ulteriori vantaggi incrementali in questo setting di malattia), insieme alla mancata integrazione dell’eterogeneità clinica e molecolare nel disegno degli studi, rappresentano gli ostacoli concettuali più importanti nell’accettazione dei trial clinici come migliore opzione in ogni condizione.

Nella presentazione successiva sul follow-up nel carcinoma del colon-retto, Roberto Bordonaro ha svolto un’attenta disamina della sorveglianza alla luce dei nuovi dati disponibili e delle linee guida. L’impiego di un “follow-up” intensivo si conferma la strategia migliore dimostrandosi in grado di migliorare la sopravvivenza. Nuove modalità di sorveglianza oncologica potrebbero rendersi utili in futuro alla luce delle emergenti strategie di trattamento, come ad esempio l’utilizzo della chemioterapia neoadiuvante nel carcinoma del retto per la preservazione d’organo. Una importante novità della sessione di questo anno è stata la relazione sullo stato nutrizionale nel continuum of care, affidata a Paolo Pedrazzoli, segno della crescente attenzione riguardo questo tema anche nel carcinoma del colon-retto. Come spiegato, la malnutrizione, che include anche l’obesità sarcopenica, condiziona negativamente tollerabilità ai trattamenti, qualità di vita e sopravvivenza. In considerazione di ciò è sempre più cruciale una stretta collaborazione tra oncologi e nutrizionisti nella gestione in tutte le fasi della malattia, cosi come una corretta informazione ai pazienti per evitare che essi si affidino a regimi dietetici potenzialmente dannosi.

Maria Grazia Rodriquenz